Se cerchi un percorso breve ma adrenalinico e panoramico sul lago di Garda settentrionale, questo è l’itinerario che fa per te. È uno di quei giri che, pur non essendo lunghissimi, concentrano tutto quello che cerco quando esco in MTB: salita vera, ambiente selvaggio, panorami sul lago e una discesa tecnica che richiede attenzione e rispetto del terreno.
In questo articolo
È il classico anello che si presta bene anche nelle mezze stagioni e nelle giornate limpide d’inverno, quando l’aria è tersa e la vista sul Garda regala colori incredibili.

Da Bolognano d’Arco a malga Zanga
Parto da Bolognano d’Arco e inizio subito a salire su asfalto. Dopo pochi metri lascio la strada principale per imboccare lo sterrato che porta verso il passo di Santa Barbara. Il cambio di fondo è immediato e segna l’ingresso nel bosco.
La forestale Fiavei sale costante a tornanti tra gli alberi. È una salita regolare ma lunga il giusto da farsi sentire sulle gambe, soprattutto se affrontata con ritmo allegro.
Ritrovo l’asfalto in località Gazzi. Da qui un paio di tornanti portano fino a malga Zanga, dove mi fermo per una breve sosta nonostante sia chiusa. È uno di quei punti in cui ti guardi attorno, bevi due sorsi d’acqua e ti prepari per la parte più panoramica e divertente dell'itinerario.
La forestale che sale sopra al passo di Santa Barbara è ancora innevata. Le temperature relativamente alte hanno reso il manto pesante e faticoso da pedalare: la ruota affonda e la progressione diventa lenta, costringendomi a gestire bene lo sforzo.

Verso il monte Creino tra neve e panorami
Attraversata la strada al passo, risalgo verso il monte Creino che ho di fronte. Le strade sono ancora innevate ma battute dai tanti camminatori passati con le ciaspole, quindi riesco a pedalare meglio di prima divertendomi, nonostante il fondo non sia sempre perfetto.
Non riesco ad arrivare in cima e ti consiglio di farlo se pedali questo itinerario senza la neve, dato che sul Creino c'è un gran panorama e le trincee della guerra sono da vedere. Io trovo comunque la via per raggiungere l’imbocco del trail di discesa che avevo programmato. Anche quando la vetta resta lì, a pochi metri, l’importante è trovare la linea giusta per entrare nel sentiero giusto.

Ingresso nel Naranch Trail
Lascio alle spalle i panorami sulle Alpi Ledrensi e sull’Altissimo e mi tuffo in discesa sul Naranch Trail. È un percorso tecnico, da affrontare con le dovute attenzioni: fondo irregolare, tratti ripidi e ostacoli naturali che richiedono lucidità.
Mentre i miei compagni di giornata si divertono su rocce, radici e scalini, io scelgo spesso di scendere di sella per superare alcuni passaggi. Non è una gara: su certi tratti la scelta più intelligente è quella che ti permette di continuare a divertirti senza rischiare inutilmente.
Il balcone panoramico di maso Naranch
A metà discesa raggiungo il balcone panoramico di maso Naranch. Qui mi concedo una pausa: lo scorcio sul lago di Garda settentrionale è semplicemente strepitoso. È uno di quei punti in cui ti fermi non per stanchezza, ma per goderti il panorama.
Il contrasto tra il blu del lago, le pareti rocciose e il verde dei boschi crea un colpo d’occhio che da solo vale la fatica della salita.

Ultima discesa verso Nago e Torbole
L’ultima parte della discesa su sentiero è più veloce, ma richiede comunque attenzione: la velocità aumenta e basta poco per commettere un errore di traiettoria. Mantengo un ritmo fluido fino a ritrovare l’asfalto.
In pochissimo tempo raggiungo Nago, da dove scendo verso Torbole. Qui il cambio di scenario è netto: dal bosco e dai sentieri di montagna mi ritrovo improvvisamente sul lago, tra vento e luce riflessa sull’acqua.
Rientro ad Arco lungo il Sarca
L’ultimo tratto di percorso dal lago imbocca la pista ciclabile lungo il torrente Sarca, perfetta per rientrare ad Arco in modo rilassato. Dopo tanta concentrazione sui trail, questo tratto scorre via leggero e permette di tirare un po’ il fiato.
È la conclusione ideale di un anello breve ma intenso, che in pochi chilometri riesce a condensare salita, tecnica e panorami da cartolina.
Considerazioni finali sul giro
Questo anello è perfetto se hai poco tempo ma non vuoi rinunciare a un’uscita “vera”. È impegnativo al punto giusto, regala panorami spettacolari sul Garda settentrionale e una discesa tecnica che mette alla prova.
Se ami i percorsi panoramici con una buona dose di adrenalina, questo giro è uno di quelli da segnare in agenda.































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