Come l’anno scorso, i duri mesi di restrizioni COVID sono stati alleggeriti per Mirko e Alberto dalla prospettiva del viaggio in bicicletta, che ormai li unisce da 5 anni. La destinazione 2021 è l’isola d’Elba, obiettivo di diversi progetti di viaggio non ancora realizzati. La bellezza, ancora in buona parte selvaggia, dell’isola è molto forte, e a questo si aggiunge l’idea di percorrere le famose strade sterrate della Toscana in bici. Il viaggio gravel, sulla ghiaia, ha un fascino particolare perché consente di attraversare zone ancora incontaminate, di immergersi completamente nel paesaggio, oltre a evitare il pericolo di essere investiti da auto in corsa. C’è la polvere, c’è la fatica ma per noi, innamorati della bici, tutto ciò rappresenta una medaglia in più.
Decidiamo quindi di partire dalle zone dell’Eroica, la celebre manifestazione ciclistica toscana. In questa area della Toscana sono stati creati anche dei percorsi permanenti che permettono di pedalare in zone meravigliose; con grande intelligenza e con pochi costi si sta realizzando così un turismo rispettoso dell’ambiente e in notevole crescita. Quindi, in macchina fino a San Quirico d’Orcia e poi partenza per i nostri 5 giorni staccati dal mondo!
1° giornata San Quirico d'Orcia - Massa Marittima
Incontriamo quasi subito le strade sterrate dell’Eroica, che ci portano fino a Montalcino, da lì ancora sulla ghiaia fino a Murlo. Dobbiamo fare di tutto cuore i complimenti a chi conserva e tutela in questo modo queste strade, che sono delle vere arterie bianche nel cuore di una delle terre più belle del mondo. Un modello anche per noi marchigiani che abbiamo paesaggi diversi - ma non meno attraenti - da valorizzare con più consapevolezza. A Murlo lasciamo l’Eroica e cominciamo a dirigerci verso la nostra destinazione giornaliera, Massa Marittima. Prendiamo le bellissime strade della val di Merse, sbagliando un paio di volte strada (il rifiuto del GPS richiede il suo tributo!), passiamo per la meraviglia di San Galgano e alla fine di una giornata faticosissima (130 km e 2400 metri di dislivello) arriviamo all’ostello di Massa Marittima, che ovviamente si trova nel punto più alto della città.
2° giornata Massa Marittima - Enfola
Il giorno dopo partiamo per andare a imbarcarci. Ovviamente la strada più semplice non ci piace, per cui ci facciamo il muro schiantapetto di Montebamboli, che però ci consente di rimanere in alto e godere di bellissimi panorami. Lo rimpiangiamo poco dopo quando, per arrivare a Piombino, ci tocca passare per una superstrada per niente piacevole. Comunque arriviamo sani e salvi al traghetto e così sbarchiamo all’Isola d’Elba.
Il campeggio che abbiamo preso di mira si trova a capo d’Enfola, in posizione bellissima su una terrazza sul mare. Montiamo le tende e poi subito in canoa, giusto per non perdere confidenza con la fatica (quella bella).
3° giornata Enfola - Lido di Capoliveri
Il giorno dopo è dedicato all’esplorazione dell’isola in bici, che offre scenari straordinari soprattutto nei suoi luoghi più disabitati (la costa ovest).Approfittiamo delle belle calette per farci un veloce bagno, e quando ormai è sera piantiamo le tende in un campeggio a Lido di Capoliveri. La giornata finisce dopo un’altra pagaiata lungo la splendida costa. Ormai il Biciclo è diventato anche un Biremo…
4° giornata Lido di Capoliveri - Roccastrada
La mattina seguente abbiamo una pessima sorpresa, perché il tempo è cambiato silenziosamente e comincia a piovere. Abbiamo però già messo nel mirino un percorso verso la zona delle miniere di Capoliveri e quindi partiamo. Peccato per il grigio del cielo, perché questa parte dell’isola è veramente spettacolare, priva di strade che non siano sterrate, con piccole baie inaccessibili. È il paradiso delle MTB, sede di campionati del mondo e si capisce il perché. Abbiamo l’appuntamento con il traghetto per il ritorno, per cui carichiamo le tende bagnate e ci dirigiamo verso Porto Ferraio. Sbarcati ancora a Piombino decidiamo di cambiare strada per il ritorno, passando per Follonica e poi inoltrandoci nella Maremma. Anche qui troviamo splendide strade bianche, ci perdiamo, incontriamo una festa di compleanno campestre che ci consente di capire dove siamo e ci rifocilla con mirto e salame di cioccolato. Poi ci inoltriamo ancora negli spazi immensi maremmani (per un ciclista stanco lo sono eccome) e alla fine sfatti dalla fatica e dalla fame incontriamo la signora Daviana, che ci offre di ospitarci nella sua casa vacanze chiedendoci in cambio di cucinare per lei e per la suocera di 96 anni. Per noi è un invito a nozze, e quella che era una ricerca affannosa di un posto per dormire si trasforma in una bellissima serata di chiacchiere su ambiente, politica, vita. Sono le cose più belle del viaggio in bicicletta: la possibilità di incontrare e conoscere persone straordinarie, cosa che la velocità del turismo in auto fa diventare molto difficile.
5° giornata Roccastrada - San Quirico d'Orcia
Dopo la colazione e i saluti con Daviana, alla quale promettiamo di inviare in cambio della sua gentilezza un po’ di prodotti tipici di Macerata, ricominciamo a pedalare e incontriamo di nuovo la val d’Orcia. Ancora strade bianche, questa volta dell’Eroica Montalcino, tanta salita, paesaggi meravigliosi, la perla dell’abbazia di Sant’Antimo, poi Vignoni alto, Bagno Vignoni e infine San Quirico. Ancora una volta il viaggio del Biciclo è arrivato alla fine, uno spazio di libertà assoluta vagheggiato per un anno: chiacchiere, sorprese continue, contatto con il paesaggio che ti eleva lo spirito, fatica, fame, sete che te lo riportano in basso. Il viaggio in bici è uno splendido quadro in movimento, l’amicizia è la cornice che lo contiene e ne promette ancora nuove versioni per i prossimi anni.
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