Il territorio italiano è punteggiato da vecchie ferrovie dismesse che, una volta riconvertite in percorsi per il cicloturismo, incrementerebbero le possibilità di praticare un sano turismo sostenibile anche nella nostra penisola. Alcuni di questi itinerari, nel corso degli anni, hanno già subito una metamorfosi e possono essere pedalati in sicurezza. Uno dei tracciati ferroviari abbandonati che ho avuto modo di seguire recentemente è quello dela vecchia ferrovia della Valganna, in provincia di Varese, tra Lavena - Ponte Tresa e Ghirla, con la possibilità di proseguire verso il capoluogo.
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La vecchia ferrovia della Valganna
Il vecchio treno della Valganna collegava le stazioni di Luino e quella di Varese passando per la vallata. La linea ferrata venne utilizzata per diversi anni ma poi fu lentamente chiusa tra il 1953 e il 1955. Una parte dell'itinerario orginale percorso dai vagoni è oggi divenuto percorso ciclabile e noi nel particolare seguiremo i vecchi binari tra Lavena Ponte Tresa e Ganna per poi spingerci fino a Varese superando il facile Passo della Motta Rossa.

La partenza del tracciato è nella cittadina di Lavena - Ponte Tresa, sul lago di Lugano italiano. Dal lungolago ciclabile si entra verso il centro abitato trovando non con facilità, almeno nel centro urbano, le indicazioni per il percorso della vecchia ferrovia. Da subito si sale dolcemente nel bosco attraversando due suggestive gallerie, reperti di quello che un tempo fu la via ferrata. L'ambiente è incontaminato, circondato da vegetazione fitta. In poche pedalate, dopo 1,5 km, ci si ritrova ad attraversare il parco dell'Argentera, appena prima di giungere nel paese di Gaggio.

Gaggio viene lambito dal percorso ciclopedonale ma non attraversato quindi, se hai bisogno di fare rifornimento di acqua o cibo, dovrai deviare verso il paese su strade condivise. In questa parte dell’itinerario non sono più presenti, purtroppo, manufatti che rimandano al passato da vecchia ferrovia del tracciato come nella prima parte.
Proseguendo si giunge nelle località di Campaccio e Marchirolo, con la chiesa di San Martino del XII secolo, qui la vecchia ferrovia costeggia la SP233 fino ad allontanarsi nuovamente dal traffico in zona San Pietro. Una particolarità di Marchirolo sono i colorati murales presenti nel centro abitato che raccontano dell’emigrazione dal paese durante il 1800, periodo trascorso sotto il dominio francese. L’itinerario prosegue alternando tratti ciclabili ad altri promiscui ed entrando presto nel territorio del parco regionale del Campo dei Fiori, un’area protetta della provincia di Varese. Proprio all’interno del parco, nei pressi del paese di Ghirla, si può vedere un antico maglio usato per la lavorazione del ferro e risalente al XVIII secolo. Oggi il maglio è stato restaurato ed è ancora funzionante.
Poco oltre il luogo in cui è sito il maglio, lungo la ciclopedonale, si raggiunge il piacevole lago di Ghirla di origine glaciale, un’oasi verde molto tranquilla durante i mesi di bassa stagione turistica. Dalla sponda ciclabile non si hanno molti scorci sullo specchio d’acqua ma quando appare alla vista lascia senza fiato e invita ad un bel tuffo rinfrescante. All’angolo opposto del lago rispetto al paese di Ghirla si incontra il borgo di Ganna, dove ha sede il comune sparso Valganna. Questo paese è caratterizzato dalla presenza dell'abbazia di San Gemolo che nel periodo di massima importanza ospitò fino a 30 monaci.
Secondo la tradizione religiosa il santo, San Gemolo, fu trucidato proprio in questo luogo e poi seppellito nel sito religioso. L’abbazia risale all’XI secolo, la torre è forse la parte dell'edificio più antica, e fu molto potente fino al 1556 grazie ai numerosi possedimenti nell’area.


L’itinerario della vecchia ferrovia termina proprio nel paese di Ganna da dove si può facilmente proseguire in direzione della città di Varese pedalando sulla strada del passo della Motta Rossa.

Verso Varese dalla Motta Rossa
Da Ganna la strada inizia a guadagnare dolcemente quota accostandosi prima ad un’area umida e superando poi il raccolto borgo di Bedero Valcuvia, il tutto all'interno del parco del Campo dei Fiori. Si scalano le marce, si impugna saldo il manubrio e si iniziano a vedere… i santi: San Francesco e la sua cappelletta e il suggestivo monumento alla Madonnina dei ciclisti.
Brinzio appare presto all’orizzonte, come un miraggio, con i suoi murales dedicati al ciclismo, il museo della cultura rurale e la sede regionale del parco campo dei Fiori. Dopo la cittadina la strada riprende a salire e in una manciata di chilometri giunge al Passo della Motta Rossa (600 m circa) dove si può sostare per riprendere fiato, anche se le pendenze che lo scalano sono davvero facili e adatte a tutti. Appena oltre il valico si può osservare sulla destra la sorgente del fiume Olona che nasce proprio a monte della città di Varese.
La discesa è rapida e in men che non si dica ci si ritrova per le strade trafficate di Varese dalle quali si può fuggire spingendosi fin sulla sponda del lago omonimo per continuare a pedalare un altro itinerario in tutta sicurezza, il giro del lago di Varese, e in piena armonia con l’ambiente circostante. L'itinerario della vecchia ferrovia Ponte Tresa - Ghirla in bici è facile e percorribile da tutti con un po' di attenzione.

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