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Mortirolo in MTB
Davide Bendotti
Luogo
Lombardia
Stagione
Estate
Durata
Fuggitivo (1 giorno)
Lunghezza
64 km
Percorso
Ad anello
Dislivello
2001 - 5000 m
Difficoltà
Micro avventura
Tipo di fondo
MTB (fuori strada)
 
 
Chi pensa al Mortirolo come un luogo riservato esclusivamente al ciclismo su strada commette un grosso errore! Infatti attorno al Passo della Foppa (questo è il vero nome del valico) si sviluppa una rete di strade sterrate ed asfaltate adatte alla mountain bike in un ambiente assolutamente poco antropizzato e perlopiù isolato dal traffico, lambendo praterie d'alta quota e zone ricche di testimonianze della Grande Guerra. Insomma, un'occasione unica per scoprire quanto di più bello ci possa essere al di fuori del noto percorso “bitumaro”!

La scalata verso Planazza di Mola

L'itinerario ha inizio a Sonico (650 m), un piccolo paese adiacente a Edolo. Qualche chilometro di riscaldamento sulla strada statale anticipa la prima vera asperità della giornata: la dura salita verso la località Mola, circa 9 km distribuiti su un dislivello di 1000 m! E' preferibile affrontare tale strada con rapporti agili, in modo da poter godere dell'ambiente circostante, il bosco, gli scorci su Edolo e sulla media Valle Camonica. Dopo i primi 6 km asfaltati si giunge alle baite di Restone, posizionate in un'ampia radura con vista privilegiata sul gruppo dell'Adamello. 01 RESTONEUna sosta permette di riprender fiato e di ammirare il grandioso panorama circostante, prima di cominciare la seconda parte di questa salita. Deviando a sinistra in corrispondenza di un tornante, ci si immette quindi su una strada sterrata a tratti ripida che permette di raggiungere, non senza difficoltà, uno stupendo quanto mai inaspettato altopiano, impreziosito dalle baite Mola e da una graziosa chiesina posta sul crinale erboso (1701 m).  MOLA

Il lago Lagazzuolo

Dopo aver superato alcune forme erosive di particolare interesse, la sterrata procede con un lungo tratto di divertenti saliscendi transitando accanto alle baite Martinè (1789 m), poste a balcone sulla Val di Córteno con ampia visuale sulla catena orientale delle Alpi Orobie, di cui il Piz Tri ne fa parte.03 VALLE DI GUSPESSASuperato uno scollinamento, in corrispondenza del quale si possono ammirare contemporaneamente i magnifici gruppi montuosi dell'Adamello e del Bernina, si entra nella Valle di Guspessa pedalando a fianco delle baite Bagno, sino a scendere velocemente verso il bel lago Lagazzuolo (1824 m), situato nei pressi del Passo di Guspessa. 04 LAGO LAGAZZUOLO

Lo Sbarramento del Mortirolo

Da questa solitaria località ci si immette su una bellissima e stretta strada asfaltata che permette di raggiungere, dopo circa 10 chilometri, il noto Passo Mortirolo.06 PASSO DELLA FOPPA Tale via di arroccamento fu costruita durante il primo conflitto mondiale con lo scopo di mettere in comunicazione la Valtellina con la Val Camonica, tra Tirano/Aprica e le aree montuose del M. Varadéga e del M. Pagano, costituendo una linea difensiva arretrata – nota come Sbarramento del Mortirolo –, con vista privilegiata sulle due sottostanti vallate e sulle provenienze d'oltralpe attraverso il Passo del Tonale, il Passo dello Stelvio e l'altrettanto pericoloso Passo del Bernina, comunicante con la neutrale Svizzera. Percorrendo questi chilometri ci si può render conto di quale valore strategico-militare potesse aver assunto questa strada: insinuandosi all'interno del bosco, con tracciato pianeggiante e a mezza costa sulla media Valtellina, si poteva controllare il fondovalle tra Tirano con la Val Poschiavo e Grosio con la Val Viola con poche possibilità di essere avvistati; tutt'oggi si può ammirare questo anfiteatro in tutto il suo splendore, ricordandosi però che una passeggiata di questo tipo può anche rappresentare un modo per ricordare il nostro cruento passato. 05 STRADA DI ARROCCAMENTO Una volta raggiunto il Passo della Foppa (1852 m), al fine di impreziosire ulteriormente la gita, si può precorrere una breve diramazione sterrata che permette di raggiungere il rifugio Antonioli e il lago di Mortirolo, tra alpeggi incantati e belle fioriture al cospetto del Corno Baitone (gruppo dell'Adamello). 07 ALPEGGI DEL MORTIROLO

Verso il Pianaccio

Con vista spettacolare sul M. Resverde e sulle Cime di Grom, ci si inerpica lungo la stretta, e inizialmente ripida, strada asfaltata sino a sfiorare il bivio per il Passo di Varadéga (località molto nota ai bikers che decidono di intraprendere l'adrenalinica “Tornantissima”, una discesa tecnica su single trail a picco sulla media Valtellina che copre un dislivello di ben 1850 m!), per poi addolcirsi sino al Col Carette di Val Bighera, tra scenari rilassanti e verdeggianti, tracce di trincee e una bellissima torbiera che si affaccia sulla maestosa Val Grande. 09 COL CARETTE Un ultimo sforzo e dopo qualche centinaio di metri sterrati ci si troverà su un ripiano erboso (Pianaccio, 2183 m) attrezzato ad area pic-nic, molto panoramico sulla Val Camonica e punto di partenza della salita al M. Pagano (2346 m), la cui sommità è contornata da un trinceramento di origine militare simile a quello che si può osservare alla Bocchetta di Val Massa (Ponte di Legno – Val Camonica). 10 PIANACCIO

Ed ora... solo discesa!

La discesa dal Pianaccio a Vezza d'Oglio si sviluppa all'interno del bosco alternando settori asfaltati a tratti sterrati abbastanza ripidi, sfiorando le località Stol e Cormignano e lasciando a sinistra la deviazione per la Val Grande. La chiusura di questo giro ad anello prevede la percorrenza di un breve tratto di pista ciclabile verso Davena (chi fosse interessato alla visita delle postazioni belliche e dei resti dei manufatti militari di Davenino può trovare indicazioni esplicite lungo la strada statale del Tonale in corrispondenza di questa località) e successivamente della Via Valeriana tra Incudine e Mu', a pochi chilometri dal tanto sospirato traguardo. 14 MU
 
 
Ultima modifica: 22 Dicembre 2024
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Leo

Viaggiatore lento con il pallino per la scrittura e la fotografia. Se non è in viaggio ama perdersi lungo i mille sentieri che solcano le splendide Dolomiti del suo Trentino, sia a piedi che in mountain bike. Eterno Peter Pan che ama realizzare i propri sogni senza lasciarli per troppo tempo nel cassetto, dopo un anno di Working holiday in Australia e dieci mesi in bici nel Sud est asiatico, ora sogna la panamericana... sempre in bici, s'intende!

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  • Questo commento non è pubblicato.
    · 8 mesi fa
    Bellissimo itinerario, complimenti!
    Consiglio per i piu' esperti questa bella variante per la discesa finale: dal Colle Carette seguire la strada che devia a sinistra fino alle Casine di Val Bighera, da qui la mulattiera a tratti molto ripida e tecnica porta fino a Ponte dell'Acqua Calda. 
    • Questo commento non è pubblicato.
      · 8 mesi fa
      Grazie per le informazioni sulla variante che non conoscevo
 
 
 
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@Sangioss sì, in effetti è un grosso cambiamento ma ormai necessario. Ci sono tanti aspetti che ancora possono essere migliorati ma ...
grazie mille per l'aggiornamento, sapevo dei cambiamenti perché già quando la stavamo pedalando noi qualche anno fa erano in corso ...
osservazioni giustissime Gianmaria! Di sicuro filo e guaina nel freno meccanico hanno molta importanza nel garantire una buona scorrevolezza e ...
Ciao Leo, più che un restyling sembra un cambiamento profondo sotto tutti gli aspetti e, come ogni cambiamento, coglie alla ...