Itinerario “mare e monti” in mountain bike su uno dei promontori più conosciuti d’Italia: quello del Monte Argentario, un'oasi di increspature montuose circondate dalle acque del Tirreno. Punto di partenza è la pittoresca cittadina di Orbetello, sede in passato di importanti attività industriali e navali, si è oggi trasformato in un centro turistico di prim’ordine.
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Salita sul monte Argentario
La forma affusolata della pianta urbana di è un'eredità dello sviluppo incentrato sulle attività portuali, numerosi sono i resti che mandano un'eco di questo glorioso passato tra cui quelli dell’idroscalo da cui partirono le memorabili imprese transoceaniche di Italo Balbo.
Il promontorio ha tre accessi via terra: i due esterni sono di formazione naturale (i cosiddetti tomboli, cordoni di sabbia creati dal movimento del mare) mentre quello interno, che percorriamo, deriva da una vecchia diga, su cui correva (fino al ’44) un’antica linea ferroviaria.
Questa lingua di terra divide altresì la rinomata Laguna di Orbetello, un tempo fondamentale risorsa ittica è divenuta area naturale protetta del WWF. Dopo questo “attraversamento” ci inerpichiamo su una strada asfaltata immersa nel verde settecentesco del Monte Argentario per arrivare al Convento dei Padri Passionisti, edificio imponente e nei pressi del quale è possibile rifornirsi da una fontana. L’asfalto lascia ora il posto ad una larga carrareccia che diventa poi un sassoso single track nel bosco in falsopiano che ci porta ad incrociare la strada per poi riprendere una larga mulattiera sulla sinistra. Dopo un breve strappo in salita inizia una discesa divertentissima sul crinale con spettacolare scorci sull’Isola del Giglio.
Single track tecnici e divertenti
Come tutte le discese di questo itinerario sul Monte Argentario richiede una certa abilità nell’affrontare curve strette e in contropendenza: si possono affrontare senza scendere dalla bici andando a velocità moderata per chi non è avvezzo alla tecnica. Si risale per un breve tratto su strada sterrata per poi sprofondare nella fitta macchia mediterranea attraverso un sentiero che si stringe ad imbuto in cui scorre un divertentissimo Single Track su cui sono predisposte anche rampe di legno per i più spericolati.
Le gambe tremano al termine di questo vorticoso scendere tra rocce ed alberi: una riposante sosta è più che meritata in vista dell’ultima lunga salita su ghiaia che ci si ricongiunge con la strada attraversata in precedenza. Ci attende l’ultima avvincente discesa su uno stretto tracciato che scorre a serpentina tra la natura selvaggia.
La rotta lascia il Monte Argentario e punta in modo deciso verso Orbetello, dove facciamo un piacevole ritorno.
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