Prepara occhi, gambe e apparecchiatura fotografica perchè la Baia del Sole in bicicletta regala fortissime emozioni: partendo da Laigueglia percorreremo un breve tratto lungomare dove potremo scegliere di perderci per le vie dei due centri attraversati, Laigueglia e Alassio, per poi iniziare a scalare la collina fino a raggiungerne la cresta, da dove godremo una vista mozzafiato di tutta la baia. Dopo una pausa rigenerante si continuerà in direzione Colla Micheri, un borgo medievale sospeso nel tempo, per poi scendere ad Andora e rientrare al punto di partenza attraverso Capo Mele. Pronti? Via!
Baia del Sole in bicicletta: partenza da Laigueglia
Il nostro tour della Baia del Sole comincia dall'Hotel Villa Ida, un'accogliente struttura di Laigueglia a gestione famigliare, sita in posizione strategicamente perfetta per essere usata come punto di partenza e arrivo di questo percorso ad anello. Dotato di ristorante, spazio bimbi, area wellness e tutti i servizi per i viaggiatori in bicicletta, si trova a pochi metri dal mare e ci consente di partire alla scoperta della Baia del Sole in bicicletta. Potrai scegliere di affrontare questo tour ad anello in un'unica pedalata oppure di spezzare in due segmenti da mezza giornata il percorso: il primo verso Colla Micheri e rientro da Andora e Capo Mele, mentre il secondo verso Alassio e sulle colline che sovrastano la Baia del Sole, con rientro a Laigueglia.
Partiamo con la pedalata dopo un'abbondante colazione nella sala dell'hotel: recuperiamo le bici dal deposito e possiamo iniziare l'avventura.
Ci troviamo sulla via Aurelia, che dovremo percorrere per i primi 6 km. In questo primissimo tratto non possiamo che invitare alla prudenza - oltre a suggerire caldamente l'uso di luci e casco - poiché purtroppo non sono ancora stati compiuti interventi di realizzazione di piste ciclabili in questo tratto che potrebbe diventare uno dei più famosi dopo la Ciclabile dei Fiori. Augurandoci quindi che le amministrazioni comunali comprendano il valore di avere uno spazio sicuro lungomare per il transito delle sempre più numerose bici (e intere famiglie in bicicletta), pedaliamo in direzione Alassio, non senza deviare numerose volte verso i due centri cittadini.
Il nostro suggerimento è di cercare di allontanarsi quanto prima dalla via Aurelia (via Roma), per dedicare il giusto tempo alla visita dei due borghi liguri. Bisogna solo fare attenzione alla segnaletica verticale: in alcuni punti sarà obbligatorio condurre la bici a mano. Non perdere la Chiesa Parrocchiale di San Matteo e il Bastione Cinquecentesco di Laigueglia oppure la pittoresca piazzetta della Chiesa di Santa Maria Immacolata, il lungo molo, il "Budello" e il famosissimo Muretto di Alassio, dove non può mancare un assaggio di focaccia, rigorosamente da pucciare nel cappuccino!
Si sale, si sale, da Alassio
Da Alassio inizia il tratto più tosto della nostra esplorazione della Baia del Sole in bici. Questo perché, attraversato il passaggio a livello, imbocchiamo la via Iulia Augusta, l'antica via romana che l’Imperatore Augusto fece costruire per collegare la pianura Padana con la Gallia e la Spagna, di cui non mancano cartelli informativi e anche tratti originari (più in quota). La salita fino alla chiesetta di Santa Croce di Alassio è relativamente breve, ma molto impegnativa: non disdegnare la possibilità di scendere e spingere, soprattutto se viaggi con famiglia e bambini, perché la salita "piacevole" inizierà dopo la chiesetta.
Se vuoi allungare questo tour, puoi considerare di proseguire sulla via Iulia Augusta restando in cresta per raggiungere Albenga e poi rientrare attraverso l'Aurelia a strapiombo sul mare oppure a ritroso sulla Iulia Augusta. Noi non ci concediamo questo allungo e proseguiamo sulla Strada Panoramica Santa Croce che, salendo quasi sempre dolcemente (tranne uno strappo davvero impegnativo prima e dopo la curva all'altezza della frazione Vignasse), tocca quasi tutte le frazioni alte di Alassio dove iniziamo a scorgere sempre meglio la forma della Baia del Sole e ad apprezzarne i colori.Solva-Cavia, Vignasse, Chiasso, Poggio Moscai, Vegliasco, Valle Ligia scorrono lentamente e ci lasciano col fiato sospeso: da un lato perché si continua a salire (si giunge a quota 520 m, appena sotto al Santuario Madonna della Guardia), dall'altro perché riusciamo a vedere tutta la Baia del Sole come se fossimo in volo. Una lingua di terra che si estende dall'Isola Gallinara a Capo Mele, con l'azzurro del cielo che si fonde nel mare, il giallo delle ginestre, il verde acceso della vegetazione mediterranea e il rosso arancionato dei tetti delle case, uno spettacolo imperdibile.
Pedalando in cresta sulla Baia del Sole in bici
Abbiamo raggiunto il punto più alto del nostro giro ad anello per la Baia del Sole in bici e, in corrispondenza dell'ampio parcheggio proprio sotto al Santuario Madonna della Guardia, approfittiamo del pocket lunch fornito dall'Hotel Villa Ida e mangiamo riparati dai pini marittimi con una vista spaziale sulla costa. Una volta recuperate le forze, inizia un divertentissimo tratto di discesa che ci condurrà ben presto alla sezione più avventurosa dell'itinerario.
In prossimità di Poggio Brea (370 m), ci si presenta un incrocio a quattro vie, proprio in corrispondenza dei ruderi della chiesa di San Bernardo. Qui possiamo scegliere se proseguire in discesa verso Alassio e rientrare a Laigueglia percorrendo a ritroso l'Aurelia oppure immetterci su uno dei tre sentieri, tra i quali uno permette di restare in cresta, verso Poggio Balaie. Noi optiamo per quet'ultima opzione e restiamo (ove possibile) su questo affascinante ricordo di ciclabile, spingendo la bici in salita o in discesa dove la strada non consente una pedalata agile: si tratta di poche occasioni, ma assicuriamo che ne vale la pena per la vista spettacolare.
Una perla della Baia del Sole: in bici a Colla Micheri
Dopo il tratto avventuroso in cresta, continua la discesa su asfalto verso forse il punto più interessante di questo anello alla scoperta della Baia del Sole in bici. Ci troviamo praticamente sopra Laigueglia, qualche centinaio di metri a monte dell'Hotel Villa Ida e, quasi senza accorgercene, entriamo in un luogo dove il tempo sembra essersi fermato, Colla Micheri.Il piccolo borgo medievale, nascosto alla vista dalla costa e costruito proprio per non essere individuato dai Saraceni che usavano invadere e saccheggiare i paesi della costa ligure, ha conservato un fascino antico che ti rapirà con la sua genuina atmosfera. Fu anche dimora e luogo d'ispirazione per l'antropologo e viaggiatore Thor Heyerdahl, che lo definì "un paradiso in terra". Il norvegese vi si trasferì negli anni '50, dopo il suo viaggio di 101 giorni nel 1947, dal Perù alla Polinesia sulla grande zattera di balsa, la “Kon-Tiki”. Lo scopo della sua avventura fu quello di provare la teoria che la Polinesia fosse stata raggiunta da genti provenienti dalle terre degli Incas, e non dall’Asia, come si ritiene ancora oggi. Costruì l’imbarcazione secondo le capacità e le disponibilità materiali delle civiltà precolombiane. Si affidò a maestranze indigene, abili nella costruzione di navi simili a quelle che, nell’antichità, dovevano salpare verso l’Oceano. Portata a casa l'eplorazione, si stabilì a Colla Micheri, dove contribuì al restauro e al mantenimento dell'atmosfera di questo luogo magico.
Rientro a laigueglia in bicicletta: Andora e Capo Mele



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